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PASCH


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Esperienza

Vallendar

Nel giugno 2009 ho avuto la possibilità di prendere parte al primo Sprachsommerkurs di un progetto nuovo di zecca firmato Goethe Institut e Ministero delle Finanze Tedesco: il PASCH, buffa sigla di “Schulen: Partner der Zukunft”, iniziativa con lo scopo di favorire l’incontro e il dialogo interculturale fra Italia e Germania.
Nel concreto, ho trascorso tre indimenticabili settimane a Vallendar sul Reno, a due passi da Koblenza, antica città tedesca e …. senza spendere nulla di mia tasca!
Sono stata in ottima compagnia. In Germania, dopo esser sfuggita alla canicola milanese, ho conosciuto una quarantina di studenti provenienti da tutto il mondo: Germania, Italia, India, Indonesia, Mongolia, Australia, nonché una ben preparata équipe di insegnanti e animatori del Goethe.
Il mattino era ovviamente riservato alle lezioni, i pomeriggi invece sempre frenetici e organizzati: decoupage, maschere di cartapesta e aquiloni costruiti a mano, ping-pong, bowling, scacchi giganti, volano, naturalmente calcio e basket, birilli nel prato, scampagnate in zona, arrampicate, televisione, o il semplice riposo nella propria stanza a scelta. com’è giusto che sia. Senza contare tutte le uscite in programma, dalla visita di imponenti rocche medievali alle gite in città gioiello come Coblenza, Colonia, Francoforte, Marburg, dal teatro al cinema, dalle università storiche al museo della matematica, dalla caccia al tesoro alla piscina: ce n’era per tutti i gusti insomma. Inoltre, per chi negli ultimi dieci giorni aveva ancora forza fisica e spirituale, era stato organizzato un corso di yoga che prevedeva la mitica levataccia delle 7 in punto. Ma ne è valsa la pena!
Alla fine dell’esperienza abbiamo prodotto a gruppi, un libretto di ricette di tutto il mondo, uno di esperimenti fisico-illusionistici messi in pratica durante il party conclusivo, un foto-racconto sentimentale e un giornale. Ci siamo persino dati alla rete con un blog tutto per noi dove abbiamo scaricato le nostre relazioni e foto.
Ciò che, però, mi ha molto emozionato sono state le varie serate e feste interculturali, da cui quasi sacralmente affioravano le immagini dei rispettivi popoli e paesi di appartenenza, evocate da danze e canti in costumi tradizionali, da piatti tipici, espressioni in lingua, confronti teatrali, spiegazioni storiche e curiosità personali e sociali. Forse le esibizioni non erano curate al dettaglio, si improvvisava, ma non alla buona e con la giusta dose d’imperfezione. Insomma un magnifico stimolo d’intelligenza e creatività.


Il gruppo di Vallender

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