L'ABBAZIA DI CLUNY

La storia

L'abbazia di Cluny fu fondata nel settembre del 910 dal Duca Guglielmo d'Aquitania, detto "il Pio"; il solenne atto di fondazione specificava che il Duca, "per amor di Dio", donava ai Santi Apostoli, Pietro e Paolo, la sua residenza di caccia di Cluny. L'edificio fu, ben presto, ingrandito e sistemato; l'abate Bernon intraprese la realizzazione di una prima chiesa, ancora piuttosto modesta (Cluny I) che fu consacrata nel 926.

Il suo successore, Sant'Odeon, la terminò prima di farla nuovamente consacrare nel 967. Dal 948, però, Aymard ne fece iniziare una più grande e più bella, che fu continuata da Maiolo e consacrata nel 981 (Cluny II).

Dopo appena un secolo, il monastero godeva del suo periodo di massimo splendore, diventando centro di un'immensa congregazione, l'ordine cluniacense; la chiesa del 981, si rivelò così troppo piccola per accogliere i 250 monaci e i numerosissimi fedeli che quotidianamente seguivano le funzioni religiose. Sant'Ugo decise così di ricostruire integralmente la chiesa (Cluny III) per  renderla degna della sua reputazione.  I lavori iniziarono nel 1088 e proseguirono sino al 1095 quando Urbano II in occasione del viaggio in Francia dove si predicò la prima crociata consacrò l'altare maggiore il 25 ottobre.

La nuova chiesa  divenne la più vasta di tutta la cristianità; era lunga 187 m.,  la sua altezza  era di 30 m. sotto volta, con i suoi quattro campanili maggiori e le due torri di facciata, la chiesa superava in bellezza e perfezione le più grandi chiese mete di pellegrinaggio  come Saint-Sernin di Tolosa e la cattedrale di Compostella.

IL 25 ottobre 1130, il Papa Innocenzo II dedicò infine la chiesa, finalmente portata a compimento. Nel XII secolo l'abate Thibaut de Vermandois (1179-1186) costruì un muro di cinta allo scopo di proteggere l'abbazia.

Nel XV secolo Giovanni di Borbone (1480-1510) costruì sul braccio sud del transetto orientale la cappella che porta il suo nome, magnifica opera tardo gotica ornata da quindici grandi statue a tutto tondo delle quali non restano che le basi.

Nel 1516 fu adottato il sistema di commenda, con il quale il re di Francia fu autorizzato a nominare direttamente gli abati; la decisione si rivelò disastrosa, poiché, l'abbazia fu spesso affidata a persone che non se ne curavano.

Il XVI secolo fu caratterizzato da un nuovo periodo di intensi lavori con la ricostruzione di  molti di quegli edifici  che  erano stati danneggiati dalle dure lotte tra cattolici e protestanti.

L'antica osservanza di Cluny fu abolita nel 1787 e durante il periodo della Rivoluzione abbandonata.  Negli anni tra il 1801 e il 1823, si attuò la distruzione dell'abbazia; i campanili furono fatti crollare con le dinamiti ed una strada fu aperta al centro della navata, molta delle case dell'attuale villaggio sono state fatte con i materiali della abbazia. Degli splendidi capitelli che ornavano il coro se ne conservano solo otto nella sala superiore del grande "farinier", il deposito del grano dell'abbazia.

La congregazione rinacque grazie all'attività del benedettino Maiolo Lamey, che nel 1888 si stabilì con alcuni compagni nell'area dell’abbazia, ma la prima guerra mondiale assottigliò il numero dei monaci, che oggi sono definitivamente scomparsi.

  

Sviluppo in pianta

- l'antinavata aveva tre navate
- la facciata era inquadrata da due torri, i Barabans
- aveva cinque navate e due transetti: quello più grande con due absidi per ciascun braccio, mentre quello più piccolo con una absidiola per braccio
- l'abside aveva cinque cappelle radiali
- all'incrocio tra il grande transetto e la navata si elevava un tiburio di ben 40 m. di altezza
- all'incrocio tra il grande transetto e la navata si elevava un tiburio di ben 40 m. di altezza
- gli edifici all'interno della cinta erano il palazzo Giovanni di Borbone, il palazzo di Giacomo d'Amboise e le scuderie di Sant'Ugo
- gli edifici monastici comprendevano il chiostro, i giardini, il deposito per il grano, le scuderie e i dormitori.

 

 

Cluny oggi

Oggi, Cluny è ridotta in rovina e ci è rivelata dagli scavi e dagli studi condotti specialmente dall'americano Conant.

Di questo insieme restano solamente:

– le due torri Barabans, le cui parti superiori sono scomparse;
– il muro sud dell'avanti-navata;
– il braccio sud del grande transetto con il campanile dell'Acqua benedetta a nord e la torre dell'Orologio a sud;
– la cappella di Giovanni di Borbone.

Il resto della chiesa è scomparso insieme alla Rivoluzione; resta quindi solo un decimo della chiesa originaria, che è però sufficiente per testimoniarne la grandezza e la nobiltà.