PINACOTECA DI BRERA:
L'EVOLUZIONE NEL TEMPO

L'origine delle raccolte

La nascita della Pinacoteca di Brera ai primi del XIX secolo è legata all'iniziativa di due artisti,l'allora Segretario dell'Accademia, Giuseppe Bossi, e il commissario per le Belle Arti, Andrea Appiani.
I dipinti provenienti dalle chiese e dai conventi degli ordini religiosi soppressi in quegli anni dal governo napoleonico (1802), per iniziativa di due artisti citati, furono destinati alla Pinacoteca del palazzo delle Scienze e delle Arti di Milano (tale era allora la denominazione del palazzo di Brera). Tra il 1805 e il 1806 arrivano molte opere dalla Direzione Generale del Demanio con provenienze diverse; tra questi alcuni pezzi celebri della raccolta come lo "Sposalizio della Vergine" di Raffaello e la "Madonna col Bambino" di Giovanni Bellini.
L'origine della Pinacoteca è quindi quasi totalmente dovuta alle spoliazioni e soppressioni delle proprietà ecclesiastiche. Negli intenti di Giuseppe Bossi, il museo doveva servire come raccolta di modelli "ad uso delle scuole di pittura e scultura" come si legge negli statuti stessi dell'Accademia (1809). In questi stessi anni il potenziamento di Brera coincide con gli interessi del potere politico che nel museo della capitale del Regno italico, intende mostrare l'intera civiltà artistica italiana, attraverso gli esempi più significativi di ogni scuola pittorica regionale. All'architetto Pietro Gilardoni, nominato direttamente dal ministro dell'interno, si deve perciò la distruzione della parte superiore della Chiesa di Santa Maria in Brera per consentire la creazione del Museo della Pittura.
Si crearono così le sale napoleoniche con intercolumni a segnare la divisione fra sala e sala e lucernari per far entrare la luce naturale dall'alto. L'arrivo dei dipinti avviene senza interruzioni; nel 1811 ben 467 opere pervengono a Brera, tra cui il "Ritrovamento del corpo di San Marco" di Tintoretto, la "Pietà" di Bellini, il polittico di "San Luca" del Mantegna e la "Pala di Montefeltro" di Piero della Francesca.
Nel 1882 Brera diviene Pinacoteca di Stato e si scorpora dall'Accademia sotto la direzione di Giuseppe Bertini viene aperta al pubblico con una tassa di ingresso che consente di acquistare nuove opere.


IL PERIODO TRA LE DUE GUERRE

Con Corrado Ricci (1898-1903) la Pinacoteca si ampia (ben 8 nuove sale) e si realizza una sistemazione scientifica del patrimonio braidense secondo un criterio cronologico e regionale assai simile all'attuale.
Nel 1903 si inaugura la nuova Pinacoteca. Viene redatto un catalogo (1907), si costruiscono depositi e un archivio fotografico. Con Ettore Modigliani (1908-1934) continua la politica di acquisti e donazioni (Canaletto, Tiepolo, Piazzetta). Dopo la prima guerra mondiale egli esegue un'altra risistemazione del museo affidando il lavoro all' architetto Piero Portaluppi. L'inaugurazione avviene nel 1925 alla presenza del Re.
Nel 1926 si costituisce l'Associazione degli Amici di Brera e dei musei milanesi che nel 1939 dona la "Cena di Emmaus" del Caravaggio.
Gli anni che seguono sono travagliati; con lo scoppio della seconda guerra mondiale le opere di Brera vengono trasferite in diverse località. A causa del bombardamento dell'agosto del 1943 il palazzo subisce seri danni e i saloni della Pinacoteca sono in buona parte distrutti.


DAL DOPOGUERRA AGLI ANNI RECENTI

Nel 1946 iniziano i lavori di riedificazione sotto la direzione di Portaluppi.Si restaurano dipinti e cornici.La ristrutturazione dura dal 1946 al 1950 e si adottano più moderni criteri di conservazione delle opere. Si guarda all'illuminazione naturale con lucernari e velari, il riscaldamento è a piastre radianti sotto il pavimento.
Ristrutturata la Pinacoteca aumentano le donazioni e si crea un moderno laboratorio di restauro. Purtroppo gli anni seguenti sono anni di profonda crisi per il museo: si evidenzia un deterioramento delle strutture determinato anche dalla carenza di fondi per l'ordinaria manutenzione.
Avvengono ora infiltrazioni d'acqua,si devono chiudere alcune sale.
Nel giugno 1974 viene chiuso il museo. Lentamente la Pinacoteca torna a rivivere con l'apertura di tutte le sue sale e l'incremento delle raccolte.
Nel 1976 si relizza un importante evento: Maria Jesi dona gran parte della sua collezione secondo il desiderio del marito morto due anni prima (opere di artisti italiani del Novecento e opere futuriste: vi sono tele di Morandi, Modigliani, De Pisis, Sironi, Boccioni,Carrà e De Chirico).
Si venne così a creare un'importante sezione di arte del XX secolo.
Nel 1985 sotto la direzione di Rosalba Tardito si pensa di realizzare un progetto che prende in considerazione un nuovo ampliamento ed una logica distribuzione dei dipinti della Pinacoteca. Il progetto denominato "Grande Brera" prevede che la Pinacoteca venga unita a Palazzo Citterio, acquistato nel 1972, mediante l'Orto Botanico. Brera cerca quindi di porsi come museo vivo, con duplice funzione di conservazione e tutela delle sue opere e di offerta di servizi per l'utenza che mirano, mediante la didattica e le mostre, alla conoscenza vera, diretta dei suoi contenuti.
A Brera rimarrà la Pinacoteca storica, con un percorso di visita evidenziato da una chiara segnaletica. Si manterranno quei servizi strettamente funzionali alla conservazione e alla fruizione dell'opera (laboratorio fotografico, bookshop e ristoro ), mentre in palazzo Citterio andranno tutti i servizi di consultazione pubblica, legati direttamente alla Sovrintendenza (archivio e Biblioteca) accanto a spazi assegnati a esposizioni temporanee. A tutt'oggi il progetto è rimasto inattuato e gli unici interventi in relazione all'ampliamento degli spazi espositivi riguardano l'apertura di nuove sale nella sede storica. Negli ultimi mesi del 1995 è stata aperta una nuova ala della Pinacoteca comprendente dipinti italiani dal XIII al XVI secolo. Concepita secondo i moderni criteri di conservazione delle opere, ci testimonia della vitalità di questa prestigiosa istituzione museale che ci si augura torni ad essere, insieme a tutte le istituzioni culturali del complesso,"il palazzo delle Scienze e delle Arti" della nostra città.


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