DIECI DOMANDE ALLA PROFESSORESSA GAGLIANO
1.
Qual è stato il tuo percorso di studi?
Ho studiato a Napoli, la
città dove sono nata. Nell’altro millennio l’arrivo di una bambina dopo tanti
figli maschi era considerato un auspicio per il benessere, da grande mi hanno
raccontato che è stato proprio così ma forse c’entravano anche gli anni
sessanta. I miei genitori avevano frequentato le scuole elementari, mio padre
leggeva tutti i giorni il giornale mia madre quando poteva leggeva libri. Io
giocavo sempre con una squadra di acrobati: i miei fratelli! Ho frequentato le
scuole elementari dalle suore con grande sofferenza perché non ci si divertiva
mai, la scuola superiore è stata scelta per me da una cognata, fu individuato
l’istituto magistrale perché il titolo di studio consentiva di lavorare subito
da maestra. Più tardi ho scelto la facoltà universitaria seguendo l’istinto,
sapevo che erano studi nuovi e interessanti e mi aspettavo che fosse
divertente: non mi sono sbagliata, il corso di laurea in sociologia è stato
interessante fin dal primo giorno.
2.
Cosa ricordi del tuo approccio iniziale
con la scuola?
L’incontro con la scuola non è stato felice
innanzitutto perché sono andata scuola a cinque anni, non ero pronta avevo
ancora tanta voglia di giocare e le insicurezze furono molto mortificate da una
suora che mi prendeva in giro. La difficoltà più grande fu l’uso dell’italiano,
in casa si parlava il dialetto, avevo identificato questi come la lingua della
gioia, mentre l’italiano mi appariva serio e triste infatti i medici parlavano
in italiano! A scuola niente era divertente come a casa, le lezioni erano
noiose e poi le bambine amano dimostrarmi che LORO ce la facevano. Non ero
indifferente però alla curiosità d’imparare sapevo che nei libri si scoprivano
cose nuove, curiose e interessanti ma il MODO in cui a scuola si facevano
queste scoperte mi annoiava! I miei fratelli al confronto erano molto più
bravi: per studiare le chimica e la fisica si facevano solo ESPERIMENTI di
laboratorio: una volta mi hanno dato da bere l’acqua con dentro una sostanza
effervescente dovevo indovinare cosa fosse ma non ne fui capace, dopo poco
qualcosa accadde nella mia pancia e tutti intuimmo che l’esperimento era
riuscito!
3. Che cosa ti ha aiutata a superare le
difficoltà scolastiche dei primi anni di scuola?
Nonostante le difficoltà iniziali a casa mi
incoraggiavano, tutti erano certi che sarei diventata una brava studentessa, i
fatti parlavano chiaro, capivo tutto quindi prima o poi avrei avuto buoni
risultati. Ed inoltre sapevo preparare una frittata di uova, ero una
eccezionale saltatrice, nuotavo bene. Nella vita avrei trovato la mia strada.
4. Pensi che le frustrazioni che hai dovuto affrontare abbiano avuto
importanza nella tua formazione?
Non era proprio così semplice ed è stato faticoso perché non sempre a casa
ricordavo le spiegazioni della maestra, poi scoprii che potevo diventare brava
aiutandomi con la memoria, imparavo a memoria dei modi di dire che capivo nel
significato ma che non facevano parte del mio linguaggio quotidiano, mi
sembrava quasi di parlare con quelle parole inventate che usavo nei giochi con
i miei fratelli, queste non mi facevano ridere ma prendere bei voti, era pur
sempre un divertimento.
Non era proprio così
semplice ed è stato faticoso perché non sempre a casa ricordavo le spiegazioni
della maestra, poi scoprii che potevo diventare brava aiutandomi con la
memoria, imparavo a memoria dei modi di dire che capivo nel significato ma che
non facevano parte del mio linguaggio quotidiano, mi sembrava quasi di parlare
con quelle parole inventate che usavo nei giochi con i miei fratelli, queste
non mi facevano ridere ma prendere bei voti, era pur sempre un divertimento.
5.
Passiamo alle superiori. Cosa è successo?
Il primo giorno delle scuole superiori avevo indossato un abito nuovo, era un
giorno importante per tutta la famiglia, ero diventata una studentessa.
Senza che me ne accorgessi
ho fatto progressi e sono migliorata grazie ai suggerimenti di una prof:
scrivere con chiarezza e avere i quaderni in ordine, studiare tutti i giorni
anche per poco ma non abbandonare mai l’abitudine del momento dedicato allo
studio. Oramai me la cavavo ma c’erano sempre LE PAROLE SCONOSCIUTE questa
volta era latino. La prof aveva un grande senso del dovere e questo mi
affascinava, essere impreparata avrebbe significato vanificare i suoi sforzi la
sua inesorabile presenza a scuola nonostante le difficoltà di salute
6.
Ecco un insegnante che ti ha dato
davvero qualcosa. Potresti parlarci dei professori che secondo te ti hanno
insegnato cose importanti ?
Alle scuole medie le cose
sono andate meglio perché ho incontrato un insegnante di matematica molto
simpatico. Era alto magro, pelato e con un sorriso coinvolgente. Quando spiegava
ci convinceva che capire lo svolgimento delle formule era una sfida e tutti
potevano vincere. Bisognava però scoprire la strada giusta come in un
labirinto. Ciascuno di noi doveva decidere per se quale fosse a casa il luogo
più adatto per la concentrazione, non era necessariamente una scrivania o la
propria cameretta ed era importantissimo aspettarsi un riposino dopo ogni
compito finito. Bisognava organizzarsi sempre la possibilità di una distrazione
che fosse premio e riposo in modo da recuperare la voglia per ricominciare a
studiare.
7.
Perché
hai scelto di frequentare l’Università?
Ho scelto di
frequentare l’università solo per
mettermi alla prova, ne avevo parlato a casa e in una indimenticabile riunione
di famiglia tutti votarono a favore con la promessa che se avessi avuto
difficoltà senza problemi avrei cambiato strada e avrei cercato un lavoro. Mi
iscrissi al corso di laurea in sociologia perché mi incuriosiva un corso di
studi nuovo che consentiva di avvicinare discipline che avevano come centro
della riflessione l’ ESSERE UMANO.
8.
Cosa hanno rappresentato per te gli
studi universitari?
Gli studi universitari si
sono rivelati una esplosione di scoperte: nuovi amici, nuovi metodi di studio,
nuovi saperi. E’ stata un’avventura straordinaria!
9. Se tu dovessi elencare gli “ingredienti”
che ti hanno permesso di avere
risultati positivi a scuola, quali sarebbero i primi tre in ordine di
importanza?
La curiosità, la capacità di
non mollare e l’amore per le sfide.
10.
Hai una bacchetta magica…che ti permette di
lasciare un messaggio nella testa di tutti i tuoi studenti perché abbiano
successo nello studio. Che messaggio lasci?
Non ti fermare, quello che non sai va conquistato con slancio basta individuare
la chiave giusta per aprire lo scrigno, tutto quello che imparerai ti darà una
vita migliore e giorno per giorno studiare sarà più bello e più facile.