INTERVISTA

1.    Successi, poi bocciatura, poi cambio d'indirizzo di studi. Una storia tormentata. Perché? 

Sinceramente, non la vedo tanto come una storia tormentata, tutt'al più la definirei un susseguirsi di eventi casuali che mi hanno portato dove sono.
Elementari e medie promettevo bene, sempre tra i primi della classe, non disturbavo molto e avevo un buon metodo di studio,  poi la piena adolescenza ha cominciato a farsi sentire.
Uscire da un quartiere malfamato della periferia Sud-Ovest di Milano, dove quasi tutti con fatica prendono la terza media (altri non ce la fanno proprio, neanche alle 150 ore) e dove la mentalità è una e uniforme a tutti.
Tornando al discorso, venire in una scuola piena di ragazze con gli ormoni a "mille", conoscere nuova gente e nuove mentalità mi hanno permesso di formarmi e scegliere più liberamente la mia strada, senza l'ombra oscura del quartiere degli Olmi.
1°e 2° anno andò tutto bene, anni indimenticabili, poi arrivò la terza, esattamente non so cosa cambiò ma fu un anno fantastico: a scuola mi divertivo, in quartiere mi divertivo a scuola stavo bene…..non potevo chiedere di meglio, ma all'improvviso la magia sparì e mi rimaneva in mano un foglio con scritto “non ammesso alla classe 4°”. Fu un colpo durissimo che si affievolì durante l'estate e che mi fece capire che non volevo studiare per lavorare, da lì il cambio d'indirizzo.
Piccola nota: rifarei tutto quello che ho fatto, tranne un particolare della gita a Barcellona ma è ben poca cosa…


2.    Alle elementari e alle medie non avevi problemi di successo scolastico. Come studiavi? 

Non ho mai pensato ad un metodo di studio, leggevo 1 o 2 volte e mi rimaneva in testa; poi quando ho iniziato ad andar male non era perché avessi  cambiato metodo, semmai ho iniziato ad avere altri interessi e lo studio è passato in secondo piano poi iniziando a fumare le la mia concentrazione, già molto scarsa, si è ridotta al minimo.
 

3.    Quando sei arrivato alle superiori, che cosa ti mancava per andare bene? 

Anzitutto concentrazione (che porta a un fortissimo rallentamento dei tempi), voglia di sacrificare i miei pomeriggi con gli amici ed attenzione a scuola.
 

4.    Ritieni che sarebbe stato utile sapere "come studiare"? 

Senza dubbio sarebbe stato molto meglio essere stato a conoscenza di un efficace metodo di studio piuttosto che studiare a caso, ma in ogni caso il mio problema come ho già detto non era lo studio ma il tempo e la concentrazione che sin dalle elementari mi riduceva sempre ad essere il più lento della classe.
 

5.    Raccontaci dell'anno della bocciatura. 

Come ho già detto è stato un anno fantastico, tutto andava per il verso giusto, ovviamente tranne la scuola. Comunque avevo una classe unita, simpatica e a cui volevo un gran bene. Ma ciò che mi divertiva di più quell'anno era stare e fare ogni giorno qualcosa di diverso con i miei tre compagni di classe. Quindi, com'è normale, pensare troppo al divertimento mi faceva trascurare la scuola e soprattutto la pessima condotta mi ha portato alla bocciatura.
 

6.    Adesso come va, quali sono le tue difficoltà nello studio? 

In questo momento non ho grossi problemi nello studio e con i voti me la cavo, poi con 13 anni di scuola alle spalle sarebbe abbastanza ridicolo avere difficoltà a studiare. Comunque il mio problema non legato allo studio ma alla concentrazione rimane, faccio sempre tanta fatica a concentrarmi e ne è la testimonianza il fatto che ogni volta che ho una qualsiasi interrogazione o compito non faccio mai in tempo a leggere le pagine più di una volta; anche stando tutto il pomeriggio a casa.
 

7.    Secondo te quali sono le cose più importanti per andare bene a scuola? 

Sicuramente la concentrazione nelle ore di lezione gioca un ruolo fondamentale, poi 2 orette scarse di studio giornaliere ti permettono di avere una buona media. Personalmente i consigli sopracitati non li ho mai seguiti, e la mia media voti lo dimostra, ma questi sono solo gli insegnamenti che la vita scolastica mi ha dato, poi tocca ad ognuno di noi metterli in pratica. 

                                                                                                                                                     Matia Piccolo