Normalmente occorre
avere delle buone motivazioni per svolgere attività che costano fatica, e anche
in questo caso è facile avere dei
momenti di stanchezza e scoraggiamento.
E’ molto importante che gli
obiettivi che ci poniamo siano raggiungibili, altrimenti le delusioni
potrebbero indurci ad abbandonare l’obiettivo. Non sono utili però gli
obiettivi troppo facili, perché è dimostrato che “spronano” troppo poco. Quindi
il primo passo è “prendere bene le misure” per i nostri obiettivi.
Quando ci accorgiamo che rischiamo di non seguire il nostro progetto, è utile trovare dei metodi che sostengano la nostra volontà vacillante. Vediamo qualche metodo.
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Già dal nome puoi
capire che si tratta dell’antico metodo di premiarsi da soli per gli obiettivi a breve termine che
si sono raggiunti. Ognuno sa quale può essere il premio giusto sulla base dei propri
gusti, ma è necessario calibrare il premio in rapporto al risultato. Per esempio,
se ho tradotto dieci frasi dall’inglese, posso ascoltare 5 minuti di musica; se
ho fatto tutti i compiti per il giorno successivo, posso concedermi un’ora di
uscita | |
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“Premiare”
anche le distrazioni: potremo
ascoltare i pensieri che vengono a distrarci, dopo aver raggiunto un dato
obiettivo. Se, ad esempio, continuo a pensare che voglio telefonare al mio
amico per sapere come è andata la partita che ha giocato, mi permetterò di
farlo dopo che avrò terminato i compiti di matematica. | |
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“Capitalizzare”
il tempo: il principio è
semplice: al tempo dedicato allo studio corrisponde la possibilità di dedicare
tempo ad altre attività. Ad esempio possiamo decidere di studiare tutta la
settimana per poterci permettere di andare via con un amico nel week-end. Ad
ogni ora di studio ne corrisponderanno due di vacanza con l’amico; per stare
con l’amico 24 ore dovrò studiarne 12 in quella settimana. |
Il bastone e la carota
| Il metodo più diffuso
tra i genitori per sostenere gli sforzi
dei figli è proprio quello di “vincolare” la realizzazione dei desideri
dei figli alla buona riuscita scolastica. Qualche volta questo viene deciso dai
genitori, altre volte viene contrattato, soprattutto se il premio è
consistente. | |
| Un altro metodo è il
sistema retributivo legato ai voti: ad ogni voto positivo corrisponde un
guadagno (ad esempio 2€ per una sufficienza, 3 € per un sette, ecc.) ma ad ogni
voto negativo corrisponde una penalità ( ad es. 2€ di penalità se prendi un 5 ,
4 € per un 4, ecc). Se alla fine del mese vuoi avere sufficiente denaro per
fare qualcosa che ti interessa, avrai dovuto guadagnartelo con il tuo lavoro di
studente. |
Le motivazioni interne
Indubbiamente la più
forte motivazione interna per ciascuno di noi consiste nel desiderio di ottenere
dei riconoscimenti da chi ci circonda e
nel vedere che siamo capaci di migliorare le nostre prestazioni. In tutti i
campi delle nostre attività i nostri progressi ci danno molta soddisfazione.
Come possiamo fare per
incentivare questi nostri bisogni di autoaffermazione?
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Imparare dai
propri errori. Per non
scoraggiarsi è molto utile ricordare che i nostri errori possono servirci a
migliorare, se solo sappiamo “guardarli” con attenzione e soprattutto con l’atteggiamento giusto. Se
predisponiamo una tabella con la data di ogni esercitazione in classe e a casa,
il tipo di errore compiuto, la causa (distrazione, carenza di studio, non
comprensione), potremo capire se ci occorre studiare di più, chiedere maggiori
chiarimenti, imparare a concentrarci ecc. Questo ci permetterà di programmare
una strategia più efficace di recupero e ridurre gli errori nell’esercitazione
successiva. | |
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A caccia del
record. Naturalmente la tappa
successiva sarà il miglioramento
progressivo dei voti, ma anche la riduzione dei tempi necessari per ottenere
quei risultati positivi. Se
sei un esperto di videogiochi conosci molto bene la “molla” che muove a
superare il risultato della volta precedente: eppure non ci sono premi
tangibili che ti spingono ad agire. La
tua tabella potrà arricchirsi di altre colonne, che indicheranno il tempo
impiegato per fare i compiti e prepararsi alle verifiche scritte e orali. | |
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“Studio perché sono un tour operator”. Che cosa significa ? E’ un esempio di come potresti motivarti se hai già un desiderio preciso circa la tua professione futura. Se ad esempio desideri fare il tour operator, allora puoi provare a guardare con gli occhi della tua professione futura la disciplina che ora stai studiando per vedere quale utilità può avere nel tuo futuro. A questo proposito guarda cosa propongono sul libro Fare lo studente (p. 77, schema). |
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