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Linea 16 > S.Maria delle Grazie
Santa Maria delle Grazie è costruita in stile gotico lombardo, ha tre navate e sette campate, sorrette da colonne in granito e dalle pareti delle 13 cappelle. L’interno della chiesa è lungo 67 metri e largo, comprese le 13 cappelle, 30 metri e al centro è alto 14,40 metri.
La prima cappella detta “della Torre” contiene la pala d’altare “Madonna adorante Gesù con Sant Ambrogio e Lucia”.
La seconda cappella è dedicata a San Martino de Porres e contiene l’omonima pala d’altare dipinta da Silvio Consadori nel 1639.
La terza cappella ha come soggetto principale la pala d’altare de” San Michele abbatte satana” dipinta nel 1560. La cappella è chiamata “Marliani” o “Degli Angeli”.
La quarta cappella intitola “Santa Corona” o “Deposizione della croce”. In origine vi era posta “L’incoronazione di spine” del Tiziano, ma nel 1797 è stata spostata al Louvre e vi è stata messa la “Deposizione della croce” dipinta nel 1616 da un autore ignoto.
La quinta cappella detta “Sauli” contiene la pala d’altare “Crocifissione” di Giovanni De Mio da Schio dipinta dopo il 1541.
La sesta cappella dipinta da Coriolano Malgavazzo ha come pala d’altare “Madonna con bambino, San Vincenzo martire e Vincenzo Ferreri”. La cappella è detta “Atellani”.
La settima cappella è dedicata a San Giovanni Battista infatti è chiamata così. Presenta la pala d’altare “San Giovanni battista ammonisce devoto di Marco d’Oggiorno”.
L’ottava cappella è chiamata “San Giuseppe” contiene una pala d’altare dipinta da Paris Bordon un discepolo di Tiziano, il dipinto si intitola “Sacra Famiglia con S. Caterina d’Alessandria”
La nona cappella ha il nome di “San Pietro martire” e contiene una copia della pala d’altare “ Martirio di San Pietro da Verona” dipinta da Tiziano.
La decima cappella è detta “Conti già Simonetta”, presenta una pala s’altare in marmo, diversa dalle altre che sono dipinte, è stata scolpita da Arrigo Minerbi e come soggetto ha “Assunta ed Eva ai suoi piedi” del 1941.
L’undicesima cappella detta “San Domenico” contiene una pala d’altare intitolata “San Domenico con rosario riceve il libro e il bastone della predicazione evangelica dai SS. apostoli Pietro e Paolo”. La dipinse Carlo Pontoia nel 1703.
La dodicesima cappella dedicata a San Pio V contiene un’omonima pala d’altare dipinta tra il 1566 e il 1582 da un artista ignoto; San Pio V era un Papa domenicano.
La tredicesima cappella chiamata “Bolla” o “Santa Caterina” contiene una pala d’altare dipinta da Niccolò da Cremona nel 1520, intitolata “Madonna con il bambino e S. Giovanni Battista e Pietro martire”.
Percorrendo la navata centrale si arriva alla Tribuna rinascimentale dove in origine vi erano il presbiterio e l’abside, abbattuti da Ludovico il Moro. Qui si trova l’altare, dietro l’altare vi è il coro.
Il soffitto delle navate è decorato con ornamenti e figure di uomini variamente attribuiti al Butinone, allo Zenale, al Montorfano e al Bergognone, maestri di scuola lombarda.
Al fondo della navata laterale di sinistra c’è un’altra cappella, dedicata a Santa Maria delle Grazie.
Passando per questa cappella si arriva al chiostro costruito da Bramante che ha al centro una fontana e un giardinetto. La chiesa ha altri due chiostri ma il più bello è il refettorio; da visitare è anche la Sacrestia.
La facciata è ha forma di pentagono, con 2 finestre a ogni lato del portone sopra il portone c’è un arco sorretto da due colonne. Nell’arco vi è un affresco, sopra l’arco c’è un rosone e sopra di esso un altro più piccolo.
La chiesa di Santa Maria delle Grazie è conosciuta in tutto il mondo perché nell’edifico a lato, il refettorio, è contenuta la famosa “Ultima Cena” di Leonardo da Vinci; visitabile su prenotazione.



