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Fuori Linea > San Carlo al Corso
L'esterno
L'esterno risalta per un colonnato frontale, che si estende ai lati formando una piazza quadrata, aperta sul Corso Vittorio Emanuele, composta da 36 grandi colonne monolitiche in granito di Baveno, poste su un'ampia gradinata.
Come nel Panthèon romano, il portico frontale d’ingresso ha otto colonne (ottàstilo).
L'enorme cupola insiste sopra una struttura cilindrica (tamburo), abbellita da un'alternanza di semicolonne, finestre e nicchie, mentre la cuspide della lanterna è scandita da cariatidi angeliche che separano le finestre.
L'interno
All'interno domina la grande aula circolare contornata dal colonnato anulare in granito rosso che, come il Pantheon, sfiora le pareti, traforate da esedre che formano cappelle, di cui una appartiene all’originale antica chiesa conventuale, dedicata all’addolorata. Al centro tra le esedre, si apre un profondo presbiterio con una sua piccola cupola, colonne laterali ed una ornamentazione assai ricca.
Sopra l'altar maggiore del XVIII secolo (proveniente dalla vecchia basilica), è collocato un Crocifisso ligneo di Pompeo Marchesi, allievo di Antonio Canova; sempre del neoclassico Marchesi è un bel rilievo marmoreo con San Carlo Borromeo che dà la prima comunione a San Luigi Gonzaga.
Nei locali del convento adiacente la chiesa, si conservano le pale d'altare dell' Orazione nell'orto, opera di Giovan Paolo Lomazzo, e quella dell' Assunta di Bernardo Zenale.
Nel secondo dopoguerra San Carlo al Corso divenne celebre anche per la predicazione e l'impegno civile e culturale del sacerdote-poeta David Maria Turoldo.
Nel 1948-49 Giovanni Testori affrescò le vele. I dipinti non vennero però apprezzati per l'influenza così scoperta di Picasso e, a causa delle proteste della Sovrintendenza, Testori ritenne giusto ricoprirle. Ancora oggi sono celate.
Cappella di Giovannangelo Porro
All'interno della chiesa è situata una cappella contenente le spoglie mortali del Beato Giovannangelo Porro (1451-1505), membro della nobile famiglia milanese, monaco presso il convento dei Serviti di Santa Maria di Milano (oggi chiesa di San Carlo al Corso). La tomba si trova qui, nella chiesa oggi dedicata a San Carlo, in quanto San Carlo Borromeo sarebbe stato guarito da fanciullo per intercessione del beato ivi venerato.

