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Arte

Linea 2 > San Marco

La facciata è frutto di un restauro del 1871 di Carlo Maciachini che mantenne il portale a tutto sesto in marmo con architrave, una galleria di archetti gotici, il rosone e tre statue di santi attribuite a Giovanni di Balduccio o al Maestro di Viboldone; nella lunetta mosaico rappresentante la Madonna fra santi, copia dell'affresco originale di Angelo Inganni. Il campanile è stato restaurato e completato nel 1885. Nella prima cappella della navata destra ci sono affreschi del Lomazzo con Storie di San Pietro e San Paolo. Nel transetto destro l'affresco dei Fiammenghini "Alessandro IV istituisce l'ordine degli Agostiniani" e, riscoperta sotto di esso nel restauro del 1956, una Crocifissione del XIV secolo, frammentaria e rimessa alla luce rimuovendo parte dell'affresco e la tomba che la nascondeva. L'autore di questo affresco fu Anovelo da Imbonate. In basso sempre nella parte inferiore del transetto ci sono una serie di sarcofagi, realizzati a cominciare dalla metà del XIV secolo. I sarcofagi sono: l’Arca (con tre scomparti a rilievo); L’Arca di Martino Aliprandi e l’Arca di ignoto. Nel mezzo della parete centrale c’è il sarcofago di Lanfranco Settala. Morto nel 1344, fu sepolto in San Marco in un sarcofago attualmente nella parete sinistra della terza cappella del braccio inferiore del transetto, dedicata a San Tommaso da Villanova. Questa parte presenta, il defunto, in ginocchio, al Cristo Giudice, che lo accoglie benedicendolo mentre dietro al suo trono due angeli reggono un drappo. Affiancano San Tommaso un santo, forse San Marco, l'Angelo custode e la Vergine. Sulla destra il Battista indica l'albero della vita. Il frontale è affiancato da sei formelle con busti di profeti con cartigli. Il sarcofago si suddivide in tre scomparti e due nicchie laterali. Al centro è la Trinità: il Padre in trono, il Figlio in croce, lo Spirito Santo in origine compariva sotto forma di colomba. Nel riquadro sinistro assistiamo alla presentazione del defunto e di altri tre personaggi, probabilmente i figli, da parte di Sant'Ambrogio e San Giovanni Battista, alla Vergine col Bambino; nella parte destra, otto discepoli ascoltano il maestro in cattedra. Nelle nicchie di sinistra e di destra compaiono rispettivamente Sant'Agostino e San Marco con il leone alato ai piedi. Il sarcofago, eseguito verso la metà del XIV secolo, è attribuito al Maestro di formazione balduccesca, autore dei rilievi superiori dell'arca di S. Agostino a Pavia. Nel 1345 i fratelli Erasmo, Arnolfo e Giovannolo Aliprandi fondano una cappella dedicata a Sant'Orsola, corrispondente alla seconda cappella del braccio meridionale del transetto. In questa cappella, hanno messo in luce, un affresco votivo raffigurante la Vergine in trono col Bambino, Sant'Agostino e la famiglia Aliprandi, oggi non più visibile.

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