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Linea 2 > San Fedele
Milano tra ‘500 e ‘600
Nel Cinquecento, Milano si trova al centro di uno scontro tra regno di Francia e Asburgo: in questa buia pagina della sua storia, gli Sforza vanno e vengono, le guerre continue indeboliscono la città, che viene ribassata al rango di provincia, sotto la dominazione spagnola. Nonostante tutto, la tenacia dei milanesi permette alla città di sviluppare un governo autonomo e una cerchia ristretta di famiglie nobili
condizionano positivamente l'espansione economica e demografica. Una figura di questo periodo ha lasciato il suo segno: Carlo Borromeo, arcivescovo, che consolida il rito ambrosiano, e viene santificato nel Seicento. Al suo successore, Federico Borromeo, si deve la nascita della Biblioteca Ambrosiana, che oggi ospita anche la Pinacoteca Ambrosiana. All'inizio del XVII secolo, una grave peste decima la popolazione della città e ne provoca una nuova decadenza, soprattutto dal punto di vista dello sviluppo economico. Il principale segno architettonico del Seicento è nella costruzione di nuove mura le Mura Spagnole, che oggi costituiscono ancora il primo limite del centro storico, di forma circolare. All'inizio del Settecento, avviene il passaggio dal dominio spagnolo al dominio asburgico. Milano comincia una nuova fase di espansione, caratterizzata da riforme tributarie ed ecclesiastiche, che culmina in un attività culturale eccezionalmente ricca ed effervescente, attorno al 1770.






