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Storia

Linea 16 > Palazzo Reale



Sotto lo sguardo della Madonnina, un punto di riferimento per l’arte a Milano.


Il Palazzo Reale di Milano nasce con il nome di Palazzo del Broletto Vecchio e, durante il periodo dei comuni nel basso medioevo, è sede del governo.
Il Palazzo diventa centro politico durante le signorie delle casate Torriani, Visconti e Sforza, quando, dopo la costruzione del Duomo, subì un intervento di ristrutturazione, sotto il governo di Francesco Sforza.
Durante la seconda metà del XVIII secolo, sotto il dominio degli Asburgo, il Palazzo è luogo di fastosa vita di corte e vede lavorare importanti artisti ed architetti che rivestirono il palazzo di ornamenti e decorazioni che si ispiravano al barocchetto teresiano. Grazie all’intervento di Giuseppe Piermarini dal 1771 al 1778, il Palazzo subì una grande trasformazione neoclassica che lo rese come lo vediamo ora nel suo stato attuale. Da quel momento fu sede di importanti re e regine come Maria Teresa, Napoleone, Ferdinando I e i Savoia. Illustri artisti celebrarono le glorie di questi re ed imperatori arricchendo il palazzo con opere d’arte, dipinti ed arredi.
Nel 1920 divenne proprietà dello stato e fu restituito ai cittadini.
Nel 1943, a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, parte dell’edificio fu distrutta. Di particolare importanza è da ricordare la Sala delle Cariatidi al piano nobile del Palazzo, che occupa il luogo dell'antico teatro bruciato nel 1776 ed è il solo ambiente sopravvissuto al pesante bombardamento del 1943, quando però perse gli interni neoclassici.
Dopo un restauro di vent’anni, solo dall’inizio del XXI secolo si iniziò a vedere la completa ristrutturazione del Palazzo.

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