Menu principale:
Linea 27 > Castello Sforzesco
Il Castello Sforzesco, uno dei più importanti monumenti di Milano, ha avuto, nel corso della sua storia, lunghe vicende costruttive, divenendo un simbolo dei momenti storici della città.
Giovanni Visconti alla sua morte lasciò in eredità il ducato ai tre nipoti Matteo II, Galeazzo II e Bernabò. Alla morte di Matteo i due fratelli si spartirono la città e tra il 1360 e il 1370 Galeazzo Visconti fece costruire, a cavallo delle mura della città, in corrispondenza della porta detta Giovia (o Zobia) una fortificazione detta, appunto, Castello di Porta Giovia. L'edificio venne ampliato dai suoi successori: Gian Galeazzo, Giovanni Maria e Filippo Maria. Il risultato è un castello a pianta quadrata, con i lati lunghi 180 m, e quattro torri agli angoli. La costruzione divenne così dimora permanente della dinastia viscontea.
Alla morte dei Visconti, nel 1447, Milano si proclamò Repubblica Ambrosiana. Venne allora demolita, probabilmente soltanto nelle parti più deboli, quella che i cittadini considerarono la "rocca della tirannide". Le pietre ricavate dalla demolizione si utilizzarono per pagare i creditori e per riparare e restaurare le antiche mura cittadine, il simbolo di Milano e della sua gloriosa storia.
Fu Francesco Sforza, il condottiero al quale i milanesi affidarono la difesa della città contro Venezia e abile duca di Milano, a volerlo ricostruire più grande e più maestoso nel 1450 per farne la sua residenza dopo aver abbattuto la Repubblica. Iniziò così la riedificazione del Castello, fortezza che risorse sulle fondamenta viscontee, ma si mostrò ingentilita verso la città grazie alla torre d'ingresso progettata da Antonio di Pietro Averulino, detto il Filarete, ai torrioni rotondi rivestiti di serizzo a punta di diamante e ad articolate opere di difesa, tra le quali la "Ghirlanda, la Rocchetta e la Corte Ducale edificati dall'architetto militare Bartolomeo Gadio
Alla morte di Francesco Sforza, gli successe il figlio Galeazzo Maria che fece continuare i lavori dall'architetto Benedetto Ferrini: una parte interna del Castello, rivolta verso il parco, assunse l'aspetto di una residenza signorile: si trattava della Corte Ducale, affiancata dal complesso fortificato quadrato della Rocchetta. Quest'ultima è dotata di un'alta torre, detta "di Bona" perché voluta da Bona di Savoia, vedova di Galeazzo Maria Sforza.
Nell'ultimo ventennio del Quattrocento con gli artisti Donato Bramante e Leonardo da Vinci chiamati a Milano da Ludovico il Moro nel Castello Sforzesco venne creata la Ponticella, un'elegante ala che si affacciava sul fossato esterno, mentre nella Sala delle Asse vennero dipinti affreschi.
Negli anni a seguire il castello fu però danneggiato dai continui attacchi che francesi, milanesi e truppe germaniche si scambiarono, e nel 1521 l’elegante Torre del Filarete, utilizzata come deposito di munizioni, esplose, colpita da un fulmine provocando ingenti danni e alcuni morti. Ritornato al potere e al castello, Francesco II Sforza ristrutturò e ampliò la fortezza.








Menu di sezione: