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Linea 27 > Castello Sforzesco
Dominio napoleonico
La dominazione austriaca, che si protrasse in Lombardia fino all'Unità d'Italia, conobbe una breve, ma determinante interruzione con l'arrivo in Italia di Napoleone Bonaparte. Avvicinandosi il generale francese a Milano, l'Arciduca Ferdinando d'Austria abbandonò il 9 maggio 1796 la città, lasciando soltanto 2000 soldati a guardia del Castello. Dopo l'entrata in Milano del Bonaparte il 15 maggio 1796 la fortezza fu subito in mano francese che dovette però sconfiggere i successivi assedi austriaci poco tempo dopo.
Già nel 1796 era stata presentata una prima petizione popolare, che richiedeva l'abbattimento del castello, interpretato come simbolo della “antica tirannide”. Con decreto del 23 giugno 1800 Napoleone ne ordinò, in effetti, la totale demolizione. Essa venne realizzata a partire dal 1801, solo in parte per le torri laterali e per i bastioni spagnoli, esterni al palazzo sforzesco, di fronte alla popolazione esultante.
Più tardi il Castello venne restaurato e venne introdotto l' Arco della Pace, opera del Cagnola, a quel tempo dedicato a Napoleone.
Ritorno austriaco
In seguito alla caduta di Napoleone e alla costituzione del Regno Lombardo-Veneto, nel 1815, gli Austriaci rientrarono a Milano che, da capitale d’Italia, diventò semplice capoluogo. Con la Restaurazione il Castello ritornò dimora degli austriaci senza subire particolari trasformazioni.
Nel marzo del 1848 Milano insorse contro gli Austriaci nelle famose Cinque Giornate (18-22 marzo) e la fortezza, appena rinforzata da terrapieni e fossati, venne impiegata dal maresciallo Radetzky per bombardare la città e imprigionare i Milanesi arrestati. Dopo un ultimo disperato assalto repubblicano al Castello nel 1853, culminato con condanne a morte eseguite sugli spalti della fortezza, gli Austriaci lasciarono, nel 1859, Milano e la Lombardia.
In seguito all'Unità d'Italia (1861) e all'acquisto del complesso da parte della città di Milano, si aprì la fase del restauro e della ricostruzione, che vide protagonista l'architetto Luca Beltrami. Vennero demolite le residue fortificazioni esterne, si scavarono nuovamente i fossati, si restaurarono la Rocchetta e la Torre di Bona e si ricostruì la parte superiore dei torrioni rotondi.
Nel 1905 venne inaugurata la Torre del Filarete, completamente riedificata. Il Castello fu così restituito alla città e destinato ad accogliere musei e biblioteche, assumendo la funzione culturale e pubblica che ancora oggi lo caratterizza.








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